Jacopo Fedeli

Chi sono

Ho studiato il corpo da sette porte diverse.

Filosofia, counseling gestaltico, medicina cinese, Taiji, scena, sport, progettazione educativa. Per anni sono sembrati percorsi separati. L’Educazione Bilaterale è il punto in cui si sono incontrati.

Mi chiamo Jacopo Fedeli.

La formazione

Le sette porte.

Nessuna di queste discipline, da sola, sarebbe arrivata qui. È il punto in cui si incrociano che conta.

01

Filosofia

Laurea e tesi sperimentale sull’ambidestria: Merleau-Ponty, Varela, Gallagher. La cornice che tiene insieme tutto il resto.

02

Counseling gestaltico

Due anni al Centro Studi Terapia della Gestalt. È da qui che viene il «non correggere»: stare con ciò che accade invece di forzarlo.

03

Medicina cinese e shiatsu

Due anni di formazione, più alimentazione macrobiotica. Il corpo letto come catene e percorsi, non come pezzi separati.

04

Taiji e meditazione taoista

Formazione intensiva nel Taiji stile Yang, poi anni di pratica autonoma, e meditazione taoista quotidiana. Da qui nasce il rilascio.

05

Scena e improvvisazione

Accademia di mentalismo: lavoro sul personaggio e improvvisazione scenica. La presenza è una competenza, e si allena.

06

Sport

Calcio, tennis, basket, equitazione, pallanuoto, sport da combattimento, atletica. Tre anni di bikram yoga. Ogni disciplina chiede un lato diverso.

07

Progettazione culturale

Ho progettato eventi e percorsi culturali: capire come si costruisce un incontro, come lo si apre e come lo si chiude. È la porta da cui viene la forma di un incontro, che ha un inizio e una fine e non è un esercizio qualsiasi.

Il crogiolo

Poi il corpo mi ha costretto a scegliere.

Dai sedici ai trent’anni ho convissuto con un dolore cronico. Ho attraversato osteopati, posturologi, fisioterapisti, Feldenkrais, shiatsu — e da ciascuno ho imparato qualcosa, ma nessuno ha risolto. Poi, dopo una seduta, comparve un dolore alla testa che non se ne andò più. Lasciai il mio lavoro di Digital Marketing Manager.

Praticai Taiji quattordici ore al giorno. Non per disciplina: perché muovermi lento mi toglieva il dolore, e appena smettevo tornava. Provai i miorilassanti: aumentarono la rigidità e mi fecero prendere venti chili, così li interruppi.

Quello che il dolore ha fatto, in quegli anni, è stato costringere tutto ciò che sapevo a parlarsi: la gestalt con la medicina cinese, il Taiji con la fenomenologia, la scena con lo sport.

La svolta

Una domanda, camminando.

Un giorno, camminando, mi sono chiesto dove iniziasse il passo se non facevo nulla. Partiva la gamba sinistra; chiudeva la destra. Ho invertito l’ordine.

Camminare così, per giorni, ha allentato tensioni che nessun trattamento aveva sciolto. Non avevo aggiunto forza al lato debole: avevo smesso di correggerlo. Da lì sono nati la tesi e l’Educazione Bilaterale. E quella stessa domanda — dove inizia il passo, se non fai nulla — è ancora la prima cosa che chiedo a chi lavora con me.

Perché me

La competenza non è in una disciplina: è nel punto in cui si incrociano.

Un fisioterapista conosce i muscoli. Un maestro di Taiji conosce il rilascio. Un counselor conosce il non-forzare. Un attore conosce la presenza. Un progettista sa costruire un’esperienza che si impara. Nessuno di loro, da solo, sarebbe arrivato qui — e nemmeno io, se avessi seguito una sola porta. L’Educazione Bilaterale esiste perché quelle discipline, in me, sono state costrette a incontrarsi.

Onestà

Cosa questa storia non è.

Il dolore è stato il mio laboratorio, non la mia credenziale. Questa è la mia esperienza, non una terapia e non una promessa di guarigione: il dolore cronico ha cause diverse da persona a persona e va valutato da un professionista sanitario.

Ciò che offro è una ricerca con ipotesi dichiarate e falsificabili, e un metodo che si può imparare. Sono un ricercatore, non un guaritore — e la differenza, per me, non è negoziabile.

Il modo più semplice per conoscerci

Conosciamoci.

Leggere una biografia dice poco; lavorare insieme dice molto di più. Se vuoi conoscermi, scrivimi due righe.

Dirigi un centro, una scuola o uno studio, oppure fai ricerca? Qui parliamo di lavoro insieme → E se hai una domanda scomoda, meglio ancora.

Un corpo Due lati Una scelta