Per scuole di teatro e danza
La presenza si sbilancia sempre dalla stessa parte.
Chi sta in scena lo sente da subito: c’è un lato che conduce e uno che segue, un profilo che «funziona’ e uno che sembra spento. Di solito si lavora sull’espressione o sull’intenzione. Qui si lavora prima: su da che lato nasce il movimento.
Cosa vede il pubblico, senza sapere cosa vede
Un attore che entra sempre con lo stesso piede diventa prevedibile prima ancora di parlare. Un danzatore che gira sempre nello stesso senso ha metà repertorio brillante e metà faticoso. E chi guarda non sa dire perché: percepisce solo che qualcosa è più vivo da una parte.
Non è una questione di talento né di tecnica: è un’abitudine motoria presa molto prima della scuola, che nessuno ha mai portato alla luce. Ed è esattamente ciò su cui si può lavorare.
Due modi di entrare nella scuola
Si possono attivare separatamente o insieme: il primo lavora sui corsi che avete, il secondo apre un servizio in più per gli allievi che vogliono andare a fondo.
Un laboratorio in co-conduzione
Entro nelle vostre classi insieme all’insegnante, che riceve una formazione specifica: dopo il laboratorio sa riconoscere da che lato parte il movimento di un allievo e sa cosa proporgli. Non chiedo ore nuove: il modulo si innesta sulle lezioni che avete già.
Sessioni individuali o in piccolo gruppo
Uno spazio dove accogliere chi vuole approfondire: novanta minuti sul gesto di quella persona, sul suo ingresso in scena, sulla sua rotazione. Il pubblico resta dentro la scuola e il ricavo si divide.
Non insegno teatro, e non insegno danza
È la prima cosa che dico, perché è la prima preoccupazione di chi dirige una scuola. Non tocco l’interpretazione, la voce, la coreografia o la tecnica: quelle restano il mestiere dei vostri insegnanti. Quello che porto è educazione al movimento: un livello che sta sotto, e che di solito nessuno guarda.
Il metodo nasce da una ricerca costruita per essere verificata, con marcatori osservabili e ipotesi falsificabili. Non è terapia e non è ginnastica. La ricerca, con i documenti →
Cosa ci guadagna la scuola
Un vocabolario nuovo per un problema vecchio
«Non mi viene da quel lato» smette di essere un limite personale e diventa qualcosa di osservabile, con un modo per lavorarci.
La competenza resta nella scuola
Gli insegnanti vengono formati: dopo il laboratorio riconoscono il lato che conduce e sanno che esercizio proporre, anche senza di me.
Un modulo che vi distingue
È una cosa che le altre scuole non offrono, e che si racconta bene a chi sta scegliendo dove iscriversi.
Nessuno stravolgimento
Il laboratorio entra nelle lezioni esistenti, negli orari e negli spazi che avete già.
Partiamo così
Un laboratorio dimostrativo gratuito, in una classe che scegliete voi.
Nessun preventivo prima di aver visto qualcosa. Vengo in una vostra classe, conduco il laboratorio insieme all’insegnante, e voi guardate come rispondono gli allievi. Bastano quarantacinque minuti perché qualcuno dica «non me n’ero mai accorto»: è lì che si capisce se ha senso continuare.
Parliamone
Scrivetemi due righe: che scuola siete, quali corsi tenete e in che fascia oraria si potrebbe provare. Rispondo entro ventiquattro ore.
Oppure direttamente: 375 673 9760 · [email protected]
Sei un attore o un danzatore e vuoi lavorarci da solo? C’è la sessione individuale →
Un corpo • Due lati • Una scelta