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Cultura

Che cos’è un’immagine bilaterale

Jacopo Fedeli · 8 min di lettura

In breve. Un’immagine non è bilaterale perché mostra due lati: ogni corpo ne ha due. Lo è quando rende visibile una scelta — quale lato parte, quale sostiene, e se quella distribuzione è reversibile o è stata fissata una volta per sempre. Da qui quattro regimi, che sono anche quattro modi in cui una cultura pensa il corpo.

Prima di guardare le opere serve un criterio, altrimenti si finisce per trovare la bilateralità ovunque — e una griglia che spiega tutto non spiega niente.

Il criterio

Due braccia, due gambe, due metà speculari: la simmetria di per sé non dice nulla. Quasi tutte le immagini di corpi mostrano due lati, perché i corpi ne hanno due.

La domanda utile è un’altra, e ha tre tempi. Quale lato parte? Cioè: c’è un lato che conduce l’azione e uno che la sostiene, e si vede quale. La distribuzione è dichiarata? Cioè: l’immagine la mostra o la nasconde. E infine la domanda che divide tutto: quella distribuzione è reversibile, oppure è stata fissata per sempre?

Incrociando queste domande si ottengono quattro posizioni. Non sono stili né epoche: sono modi di pensare il corpo, e si ritrovano in culture che non si sono mai incontrate.

I quattro regimi affiancati: simmetria indifferente, asimmetria fissata, asimmetria reversibile, sospensione

I quattro regimi

Rosone a otto elementi identici attorno a un centro

01 · Simmetria indifferente

I due lati sono equivalenti e nessuna scelta è marcata. Nessuno dei due parte, perché non c’è partenza: l’immagine non rappresenta un’azione ma un ordine. La geometria islamica, il mandala, la figura frontale araldica.

Qui la reversibilità non si pone nemmeno: non c’è niente da invertire. È il regime in cui il corpo non è il soggetto — lo è la struttura.

Un lato pieno e alzato, l'altro spento e abbassato

02 · Asimmetria fissata

Un lato è marcato in modo permanente, e quasi sempre moralizzato: la destra che benedice, la destra che è retta, la sinistra che resta sinistra. Il Pantocratore, la figura egizia in cammino.

La scelta è visibile, ma già fatta e non revocabile. È il regime che produce la lateralità come identità: non «questa volta parto di qui», ma «io sono così». Ed è anche il più diffuso, nelle immagini e nei corpi.

Due poli in cui ciascuno contiene il germe dell'altro

03 · Asimmetria reversibile

I ruoli sono distribuiti, ma mostrati come scambiabili: ogni polo contiene il germe dell’altro e la rotazione è iscritta nella forma. Il taijitu, gli otto trigrammi disposti attorno a un centro.

È l’unico regime in cui la reversibilità non va dedotta: è disegnata. E non è un caso che sia raro — disegnare qualcosa che può diventare il suo contrario richiede di rinunciare a rappresentare uno stato definitivo.

Otto posizioni attorno a un centro non ancora scelto

04 · Sospensione

L’immagine coglie l’istante prima dell’assegnazione: nessun lato conduce ancora, e proprio per questo tutti sono disponibili. Non è simmetria indifferente — lì non c’era niente da scegliere; qui la scelta è possibile e non è ancora avvenuta.

È il regime più difficile da rappresentare, perché un istante non ha forma stabile. E infatti si trova quasi sempre come centro di qualcos’altro: il punto vuoto attorno a cui gli otto si dispongono.

Come si usa la griglia

Non serve a catalogare. Serve a fare tre domande davanti a un’immagine, in quest’ordine: c’è un lato che conduce? Si vede quale? E si potrebbe invertire, restando la stessa immagine?

L’ultima è quella che discrimina davvero. Prova a specchiare mentalmente una figura: se l’immagine regge, sei in un regime reversibile. Se qualcosa si rompe — la benedizione diventa sbagliata, la spada finisce nella mano che non deve — quella distribuzione era fissata, e ora lo sai.

Un caso che rompe la griglia

Una regola vale quanto le eccezioni che ammette. La statua di Micerino, IV dinastia, sta in due regimi contemporaneamente: sotto la cintura è asimmetria fissata — il piede sinistro avanzato per sempre — mentre sopra la simmetria non è indifferenza ma sospensione, l’istante in cui nessun lato ha ancora scelto.

La parte alta dice posso andare ovunque, la parte bassa non vado da nessuna parte. La griglia, presa alla lettera, non lo prevede — e proprio per questo l’eccezione è il pezzo più interessante. La lettura per intero →

Come si potrebbe smontare

Una griglia che legge qualunque immagine è una griglia inutile. Quindi la domanda va posta per iscritto: quale immagine non è leggibile così?

Una risposta onesta: tutte le immagini in cui il corpo non è il soggetto, e quelle in cui la lateralità dipende interamente da vincoli tecnici — la mano che regge lo strumento, il verso della scrittura, la posizione del committente. Lì la griglia registra un dato che non riguarda il pensiero del corpo ma il mestiere.

E se in una cultura si trovassero immagini di reversibilità sistematicamente accompagnate da testi che affermano una lateralità fissa, il regime che le ho attribuito sarebbe sbagliato. È il criterio che rende questa griglia una proposta e non una convinzione.

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